Vigna e natura

Ascoltare il dialogo

Un Progetto, quello di Tenuta La Badiola, che sin dalle origini si è basato sulla ricerca e sulla sperimentazione, al fine di determinare le scelte più adeguate per operare agronomicamente sui terreni, tenendo conto del clima e dei complessi fattori naturali esistenti.

Acqua, terra, clima, sole e vento, alcuni dei principali elementi che sono stati presi in esame per capire l’interazione con il vigneto, per decidere l’esposizione delle piante, per prendere le decisioni finali, per dialogare con le differenti personalità dei vitigni e dei vini.

Oggi, sono circa 30 gli ettari di vigneti coltivati, composti principalmente da vitigni di Vermentino, Viogner, Cabernet Sauvignon, Merlot, Alicante e Syrah, tutti concentrati in un unico corpo, disposto in due specifiche porzioni, rispettivamente a ponente e a levante.

Proprio per questo, in base agli studi effettuati, la vigna di ponente, con il Vermentino e il Viogner, è stata destinata alla produzione d’uve per vini bianchi. Infatti, questa porzione di terra, un tempo attraversata dalla fonte dell’Acquagiusta, presenta un terreno più povero d’elementi principali, mentre, al contrario, è più ricco di scheletro e di sostanze minerali. Visivamente distinguibile per il colore chiaro della terra, quest’ultima condiziona l’assorbimento del calore, moderandolo e condizionando così l’attività vegetativa. Nei terreni più chiari, infatti, una maggiore umidità residua (dovuta al respingimento del calore) insieme a una fase vegetativa leggermente più corta, favoriscono il periodo di accrescimento del grappolo con un arricchimento maggiore per i vini bianchi.
Per quanto riguarda la vigna di levante, sempre in base a una sperimentazione, i vigneti impiantati sono stati quelli (Cabernet Sauvignon, Alicante, Merlot e Syrah) funzionali alla realizzazione di vini rossi e rosati. Qui, le differenti analisi, hanno, infatti, riscontrato una presenza notevole d’ elementi nutrizionali, in un terreno di colore scuro, in grado di assorbire maggiormente il calore. Così facendo, s’influenza notevolmente l’attività delle radici della pianta, prolungando l’attività vegetativa e, con essa, generando un positivo ritardo della maturazione con un corretto accumulo delle componenti che favoriranno la produzione di un buon vino rosso.